Non solo competitività, ma reale presa di coscienza ed impegno globale: questa è una reale filosofia sostenibile per le aziende del comparto tessile, a qualunque livello della filiera produttiva.
Il termine “sostenibilità” è diventato parte integrante del vocabolario collettivo, e il settore tessile è oggi coinvolto globalmente verso un atteggiamento più consapevole e costruttivo.
“Modello di sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri” (Prima Conferenza ONU sull’ambiente – 1992). Questa definizione è oggi accettata universalmente e riconosciuta come linea guida da seguire per renderci più consapevoli nei confronti di un argomento di cui tanto si parla, ma che ancora ha bisogno di approfondimenti e di azioni realmente concrete.
Il settore tessile è uno dei maggiormente inquinanti ed impattanti dal punto di vista ecologico, oltre a necessitare di nuove continue regolamentazioni etiche e sociali.
Più che di “sostenibilità”, sarebbe dunque più corretto parlare di “sviluppo sostenibile”, che non può dunque partire dal prodotto tessile in sé, ma da una vera e propria cultura produttiva diversa e più consapevole.
La sostenibilità inizia prima di produrre qualunque materia prima, qualunque tessuto e qualunque capo d’abbigliamento. E’ all’interno della cultura aziendale che deve nascere una presa di coscienza nuova e che guarda al futuro con maggiore responsabilità.
E’ dai piccoli gesti quotidiani che un’azienda inizia a vivere in modo sostenibile. Non avrebbe senso produrre filati da materie prime riciclate, se poi il caffè lo beviamo con bicchierini di plastica; non avrebbe senso abbattere le emissioni inquinanti nell’ambiente, se non riduciamo i consumi di carta per le nostre stampanti; e avrebbe ancora meno senso consegnare le merci con imballaggi ecologici, se non promuoviamo la crescita professionale individuale di ogni singolo operatore, o ancor peggio, se non ci si attiva per un miglioramento delle condizioni lavorative.
E’ dalla filosofia aziendale che nasce una reale politica sostenibile, ed è dalla stessa filosofia che si creano prodotti realmente sostenibili.
Indubbiamente, le certificazioni introdotte nella filiera tessile, hanno incrementato fortemente l’attenzione verso la sostenibilità, ma bisogna superare l’idea che il concetto “sostenibile” rimanga ancorato al semplice vantaggio competitivo: è necessario fare in modo che, il comportamento aziendale quotidiano, diventi sostenibile (sia da un punto di vista ecologico, sia da un punto di vista etico e sociale).
Il prodotto è dunque solo l’ultimo anello della “filiera” di uno sviluppo realmente sostenibile: tutto parte da un comportamento, da una filosofia e da una visione nuova ed innovativa.
La definizione di sostenibilità potrebbe allora essere modificata in: “Modello di pensiero e di agire quotidiano, in grado di assicurare la consapevolezza delle generazioni presenti, per non compromettere la possibilità delle generazioni future di continuare a preservare e crescere in armonia”.